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24 luglio 2003. DAL 28 LUGLIO CAMPEGGIO INTERNAZIONALE ANTI-PONTE Mentre in consiglio comunale si discuterà della realizzazione del ponte sullo Stretto, centinaia di persona pianteranno le tende a Capo Peloro per dare vita ad un campeggio internazionale per dire no alla costruzione del collegamento stabile. ''No al ponte sullo Stretto'' è questo lo slogan della protesta organizzata dal ''Messina Social Forum'' e da una parte della cittadinanza che vede la possibile realizzazione del progetto come una violenza ad una città già martoriata dal problema del traffico e dell’inquinamento come la nostra. Stamattina nella sede di Lega Ambiente è stato presentata l’iniziativa ''Campeggio internazionale contro il ponte sullo Stretto'' che si svolgerà a Capo Peloro e, contemporaneamente, a Cannitello di Villa San Giovanni (RC), altro luogo interessato dalla possibile costruzione della struttura. L’iniziativa prevede anche dei seminari e dei dibattiti incentrati, naturalmente, sul discorso ponte e sugli impatti ambientali e sociali che esso avrebbe. Il campeggio è ancora più significativo in virtù del fatto che, proprio in quei giorni, si riunirà il Consiglio comunale per discutere l’approvazione del progetto e verificare l’esistenza dei fondi disponibili; fondi che, come ha più volte ribadito Santino Bonfiglio del Messina Social Forum, dovrebbero essere impiegati per la risoluzione dei problemi cittadini e per valorizzazione dell’ambiente. Durante la presentazione dell’evento Tonino Cafeo, segretario del circolo di Rifondazione Peppino Impastato, ha parlato della Sicilia come di una terra piena di cattedrali nel deserto, un luogo cioè dove le risorse ambientali ed umane non vengono sfruttate, bensì penalizzate. Le strutture esistenti sono infatti abbondonate, l’ambiente non è valorizzato come dovrebbe e le nostre risorse umane sono costrette ad emigrare al nord per trovare lavoro. ''E' ingiusto - ha inoltre dichiarato - che la città di Messina debba essere ridotta ad un cantiere per un progetto dal quale, tra l’altro, non gioverebbe alcun profitto. Come potrebbe una città, che ha già sofferto per la costruzione di una semplice linea tranviaria, reggere alla realizzazione di un’opere maestosa come quella di un ponte?'' Il progetto, sostengono i promotori dell'iniziativa, vedrebbe la riduzione della città ad un immenso cantiere a tempo indeterminato, con inevitabile peggioramento della vivibilità e, cosa ancor più grave, la distruzione di alcune zone della città con conseguente sfratto di centinaia di persone, non solo per la costruzione del ponte, ma anche per quella delle strutture contingenti, come gallerie e strade. A chiunque voglia quindi protestare la realizzazione del progetto ponte sullo stretto l’appuntamento è dal 28 luglio al 3 agosto a Capo Peloro.

Marilena Vinci

 


I DS E IL PONTE SULLO STRETTO Ponte si, ponte no. Il dilemma di shakesperiana memoria continua a coinvolgere i messinesi. La telenovela infinita questo pomeriggio ha vissuto l'ennesima puntata col dibattito, che si è tenuto a Palazzo Zanca, organizzato dai Democratici di Sinistra Il tutto alla vigilia di una giornata, quella di domani, che vedrà all'o.d.g. del Consiglio comunale la delibera per esprimere il parere preliminare sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Nella riunione consiliare la delibera sarà solo incardinata, seguirà la calendarizzazione dei lavori. Il prossimo 4 agosto la stessa delibera sarà discussa e votata. A muso duro i Ds, nel corso dell'incontro di questo pomeriggio, hanno fatto sapere di essere contrari alla costruzione del colossale manufatto. ''Il senso di quest'assemblea - ha sottolineato Gaetano Giunta (nella foto), che ha assunto il ruolo simbolico di notaio - è quello di registrare, in prima battuta, gli interventi dei cittadini che hanno partecipato ai lavori preparatori delle associazioni ambientaliste, arricchendo le motivazioni del no con argomenti caratterizzati dal massimo rigore scientifico, e di elaborare un max emendamento alla delibera che integri tutte le osservazioni sulla valutazione dell'impatto ambientale ovvero deliberare un parere negativo per la realizzazione del Ponte''. Sempre per i Ds, la fase d'impatto della cantierizzazione (il progetto prevede lo scavo di una galleria sotterranea per circa 40 km e il passaggio quotidiano di oltre un centinaio di camion che farebbero la spola all'interno della città per trasportare i materiali) sarebbe drammatica per Messina, il cui traffico, già parecchio congestionato, risulterebbe oltremodo paralizzato. A margine dell'assemblea è intervenuto il presidente del Consiglio comunale, Umberto Bonanno, che dopo aver preso visione del progetto si è detto ''un po' meno entusiasta e convinto della realizzazione del Ponte sullo Stretto''. Lo stesso presidente del civico consesso ha annunciato che, d'ora in poi, le sedute delle commissioni saranno pubbliche ''per rendere i cittadini messinesi protagonisti della vita politica della città''. Intanto sempre nell'ambito del campeggio internazionale contro il Ponte, il Messina Social Forum ha organizzato una fiaccolata in canoa. L'appuntamento è fissato lunedi 28 luglio con partenza alle 21 dal Lido Horcynus Orca.

 

 

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24/07/2003. TRASVERSALE IL NO AL PONTE. Presso il salone di rappresentanza del Comune si è svolto ieri l'incontro promosso da Gaetano Giunta, al fine di costruire insieme al Social Forum messinese ma non solo, un "fronte comune" per restituire il progetto di massima, tutti concordi nel definire incompleto, alla società "Stretto di Messina". Un progetto che, tanto per fare un esempio, parla di un genere di saldatura che ai nostri giorni non è tecnicamente possibile fare e c'è chi, come Aurelio Misiti, presidente Consiglio superiore Lavori Pubblici, così parla del problema "Quando si farà quel tipo di saldatura noi avremo una conoscenza doppia rispetto a quella attuale e i risultati migliori saranno applicati nel momento in cui il ponte sarà in costruzione". Il problema delle saldature e dei giunti, insieme a parecchi altri aspetti, ha spinto più forze interne al consiglio comunale a una iniziativa trasversale per non approvare il progetto della società "Stretto di Messina". Pur senza dimenticare che qualunque osservazione sull'argomento Ponte, da parte del comune di Messina o di Reggio Calabria, avrebbe un valore esclusivamente consultivo a causa della legge obiettivo, nata per scavalcare ogni opposizione da parte di enti locali, alla costruzione di opere "strategiche". Numerosi gli interventi di rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti tra cui Santino Bonfiglio di Rifondazione che ha invitato i presenti al Campeggio contro il ponte che si terrà dal 28 luglio al 2 agosto tra Messina e Villa S.Giovanni, Tina Giordano per rappresentare la figlia Anna del Wwf, tra i protagonisti della lotta contro il ponte, insieme a Renato Accorinti, pronto a rivangare antichi veleni anche con la sinistra di Rutelli che aveva promesso il ponte ai messinesi "esclusivamente per scopi elettorali". Parecchie le osservazioni sulla carenza di informazione nella nostra città sull'argomento ponte e in molti hanno mostrato avvilimento riguardo al numero dei presenti in sala, inizialmente vicino al centinaio ma che poi si è ridotto ai "soliti noti", troppo pochi per un problema che interessa migliaia di persone solo nella città di Messina. Presente anche il capogruppo di "Vince Messina" per il quale il traguardo fondamentale è quello di coinvolgere la cittadinanza e fare in modo che a Messina non spetti solo il marginale ruolo di "esprimere un parere" con una delibera, come vuole la legge obiettivo. Significativo l'intervento di Ciccio Rizzo, consigliere di maggioranza che ha dimostrato che il no al ponte, a Messina, non ha colore. Il consigliere Rizzo si è lamentato del ridotto margine di tempo concesso al consiglio comunale per esprimere un giudizio sulla grande opera "è necessario far slittare il termine del 4 agosto" - poi ha aggiunto - "stiamo tentando disperatamente di coinvolgere la cittadinanza". L'ultima parola a Gaetano Giunta, promotore dell'incontro e autore di una "road map" per dare voce a chi ha qualcosa da dire riguardo la grande opera nei suoi aspetti tecnici, economici, giuridici, e di impatto ambientale. Il consigliere Giunta ha anche intenzione di redigere "un lungo elenco" di rappresentanti di movimenti e associazioni "ma anche cittadini comuni" che vogliono esprimere un loro parere sul tema ponte sullo stretto nelle prossime riunioni pubbliche del consiglio comunale.

Alberto Maio

 

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Venerdì 25 luglio 2003. FAVOREVOLI E CONTRARI. Tra campeggi, assemblee e convegni Ora che "entra" in Consiglio comunale, il dibattito sulla costruzione del Ponte prende finalmente vita e si arricchisce. Ieri è stato presentato il 1° "Campeggio internazionale contro il Ponte" (28 luglio-2 agosto) organizzato dal "Messina Social Forum" e dal "Coordinamento calabrese contro il Ponte" a Punta Faro e a Cannitello. "L'alternativa al Ponte non è il nulla: ci può essere un altro progetto per Messina, che non la pieghi alla logica della grande opera e di una filosofia ormai vecchia", questo il messaggio degli organizzatori che hanno messo sù una sei giorni di approfondimento. "Non vuol essere - dice Tonino Cafeo - solo un'analisi, che pure si farà, del progetto tecnico, ma un'occasione di studio su un futuro diverso e possibile". All'"Horcynus Orca" arriveranno politici, sindacalisti, sociologi, urbanisti, docenti universitari, economisti e ambientalisti per dibattiti tra i quali: "Progetto locale ed alternative produttive", "Ponte - Problemi tecnici, ambientali, sociali", "Quale futuro per i territori meridionali?". Oggi, intanto, il Consiglio comunale incardinerà l'esame della delibera sulle valutazioni e le osservazioni al progetto preliminare. È certo il voto contrario dei Ds, come chiarito ieri dal capogruppo Gaetano Giunta, prima dell'assemblea pubblica sulla costruzione della campata unica, a cui ha partecipato anche il segretario provinciale Tanino Santagati. Pure la Margherita dirà no. Analogo l'orientamento dell'intera opposizione. Intanto ieri Gaetano Isaja (Margherita), ha chiesto e ottenuto dalla presidenza del consesso che l'atto sia inviato ai Quartieri. Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Enzo Garofalo, invece, si è rivolto al sindaco e al presidente della Provincia per far sì che siano disposte misure per permettere alla città di gestire, e non subire, la megastruttura.

 

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Giovedi 24 luglio 2003. UN PONTE SENZA PILONI. A Reggio Calabria e Messina due campeggi contro l'autostrada sullo Stretto. Ma l'opera è lontana. I social forum si mobilitano contro la costruzione, ma i soldi non ci sono e lo stato è rappresentato dall'ex ragioniere generale Monorchio che non è d'accordo con Lunardi.

Il 28 luglio si apre il doppio campeggio sullo Stretto di Messina, a Faro e a Cannitello, organizzato dai locali social forum. Una tendopoli sulla costa calabra e un'altra su quella siciliana. Il programma è uno e piuttosto ricco; è complicato dal raddoppio che rende però possibile la presenza di tante persone. Si discute allegramente tra gli organizzatori di come far funzionare un sistema di collegamento con barchini affittati allo scopo, perché tutti possano seguire le manifestazioni preferite. Insomma: navette in senso proprio. Gli scherzi si moltiplicano: è frequente sentirsi dire "se almeno ci fosse un Ponte, tra le due coste, si farebbe prima. Peccato che nessuno ci abbia pensato...". Il tema è il no al Ponte che l'Iri vorrebbe costruire nel corso dei prossimi dieci anni per celebrare la propria eternità, erigendo un monumento aere perennius, più perenne del bronzo, come il mausoleo di Augusto. La settimana scorsa si è svolta sulla costa siciliana un dibattito, organizzato dall'associazione Orcinus Orca: in preparazione dei campeggi e centrato sui media e sul loro placido adattamento alla prospettiva del Ponte. Il luogo scelto era una spiaggia - quella stessa concessa dall'amministrazione per piantarvi le tende - a circa 13 km dal centro di Messina, nel punto più stretto dello Stretto, a pochi metri dal luogo prescelto dai pontefici per il loro costoso monumento. Nel luogo, poco lontano dal Faro, con i laghi di Ganzirri subito di fianco, si alza già un altissimo traliccio di settanta, ottanta metri, forse più, dipinto in bianco e in rosso: la piccola Tour Eiffel di Faro. Di fronte, sui contrafforti calabresi, alto sul mare, un altro pilastro, anch'esso colorato di bianco e di rosso. Due piloni inutili, ormai. Da qualche anno il cavo dell'elettricità ad altissima tensione che sostenevano è sottomarino. I calabresi continuano a pensare che sono essi a mandare l'elettricità dall'altra parte. I siciliani, è perfino inutile dirlo, sono convinti che sia tutto il contrario. I piloni, leggeri e decorativi, si vedono a molti km di distanza; anzi nelle foto ufficiali della società padrona dei luoghi, Stretto di Messina spa i piloni spiccano altissimi e dominano il paesaggio. E' facile pensare che i piloni del futuro ponte, quattro volte più alti, massicci ed enormi, lo oscureranno definitivamente. I piloni alti e svettanti intorno ai quali si svolgerà il campeggio sono anche la testimonianza delle opere inutili. Oggi costa di più demolirli che tenerli su, con quel poco di manutenzione necessaria. Ogni tanto qualcuno si arrampica e da sopra chiede di essere ascoltato. Se mai i nuovi piloni dell'Iri fossero innalzati, grigi e incombenti, e poi il ponte rimanesse lì, incompleto, come altre decine di opere infinite nell'Italia degli affari, potrebbe essere una piattaforma per sport estremi, tuffi perfino, o volteggi, dato il vento, con il deltaplano. Tutti usi da capogiro, come le cifre necessarie e per ora introvabili. Se mai la costruzione del ponte dovesse cominciare e se la costruzione dovesse mai essere condotta a termine, per i prossimi dieci anni tra Sicilia e Calabria ci sarebbe un ingombrante ponte in costruzione con tutti gli aggravi di traffico per movimentare i materiali necessari, da importare, da scavare, da evacuare. Nel frattempo la vita andrà per conto suo. E quindi l'aumento dei traffici aerei e marittimi, il potenziamento delle linee e degli scali, soprattutto se alcuni anni del decennio fossero ad alta domanda di turismo e di primizie. Il traffico locale si svolge oggi con un ventaglio di traghetti: dall'aliscafo che porta all'aeroporto di Reggio, da Messina, in meno di mezz'ora, fino ai passaggi - da centro a centro - in venti minuti, gratuiti per i pedoni (linea Caronte) e al costo di un euro sui traghetti delle ferrovie dello stato. Ci sarà anche qualcuno che ambisce di prendere la sua potente auto, fare un po' di km di coda per entrare in autostrada, saliscendere gli alti contrafforti del Ponte, volare dall'altra parte senza vedere niente per via delle paratie antivento, scendere, immettersi nell'autostrada per Messina, ammesso che sia stato costruita, con ulteriore scempio nella zona dei laghi; e poi uscirne e ritrovarsi ancora in coda, lontano da Messina. Una volta arrivato, trovato con empia fortuna un parcheggio, quel tale potrebbe guardare l'orologio e scoprire che è trascorsa un'ora, invece dei venti minuti del traghetto da un euro. In caso di difficoltà di parcheggio, a Messina potrebbe sempre prendere l'assai discusso tram che scorre vicino al lungomare ed è considerato la penultima opera inutile della città. Abbiamo citato il nome del proprietario dell'opera costruenda, l'Iri. L'Iri, che era in liquidazione, si è fatta assorbire da una società controllata, Fintecna, che nessuna legge obbligava ad autoliquidarsi. L'Iri ha portato con sé il risultato delle ultime vendite di imprese del gruppo ai capitalisti privati. Dopo decenni di bilanci in passivo ripianati dalla fiscalità generale, quando potrebbe rendere qualcosa, l'Iri scompare per riapparire con un nome diverso e lo stesso comandante in capo, Pietro Ciucci. L'Iri nella sua veste di Autostrade spa ha disseminato l'Italia di ponti, viadotti, tunnel e autosoli. Come si fa a smettere per il solo fatto di aver venduto Autostrade a Benetton? La costruzione, il business, deve andare avanti. Un grande sistema di potere, l'Iri. Attualmente la società Stretto di Messina spa è Iri-Fintecna per il 53,6%, mentre gli altri azionisti sono: Calabria e Sicilia con il 12,9% ciascuna, Rfi (ferrovie statali) con il 12,9% anche loro e Anas spa con il 7,7%. E' già stato deciso un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro. Alla fine dell'aumento i soci rimarranno tre: Iri-Fintecna con il 70%, Anas e Rfi con il 15%. Le regioni saranno messe alla porta: il ponte sarà costruito a casa loro, ma loro non avranno voce in capitolo. Siccome il Ponte costa, sia pure nei sogni, sei miliardi di euro, i restanti 3,5 saranno cercati sui mercati. Ma le banche non ci stanno e la copertura viene cercata presso la società pubblica Infrastrutture che dovrebbe garantire con la Patrimonio nazionale spa. Infrastrutture è affidata a un figlio di Calabria, molto favorevole al Ponte, come Andrea Monorchio. Sembra fatta, ma Monorchio, per anni Ragioniere generale dello stato, conosce i conti e il bene pubblico e non ci sta. Dissolvenza. Il Ponte è sempre più lontano.

Guglielmo Ragozzino

 

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