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IL CAMPEGGIO INTERNAZIONALE A CAPO PELORO
Ieri sera il dibattito, venerdì il corteo tra
Ganzirri e Torre Faro
Anche dalla Francia per dire no
Marianna Barone
Entra nel vivo il secondo Campeggio internazionale contro
il Ponte sullo Stretto, organizzato dal Messina Social Forum, da Arci,
Cub e Rifondazione comunista. Dopo la fiaccolata di lunedì, ieri
si sono aperti i seminari tematici "Ponte tra i popoli: Mediterraneo,
integrazione e cooperazione" e "Progetto locale e alternative
produttive", svoltisi entrambi al Parco "Horcynus Orca".
Agli attuali cinquanta campeggiatori, provenienti dalle più svariate
parti d'Italia e da qualche Paese europeo, gli organizzatori della manifestazione
sono certi che se ne aggiungeranno oltre cento nel fine settimana. "Un
numero per noi estremamente soddisfacente - spiegano - perché si
aggiunge ai duecento presenti sulla sponda calabrese. È stata buona
anche la partecipazione dei messinesi". Al Campeggio, che ha luogo
sotto il Pilone, i ragazzi hanno cominciato ad arrivare fin dal primo
giorno. "Io ero a Pisa - afferma Maurizio, che risiede a Ginevra,
in Svizzera - e sono sceso in Sicilia appositamente per questa iniziativa.
La bellezza dello Stretto, d'altronde, interessa e coinvolge anche chi
vive altrove". Accanto a lui Marco, proveniente da Milano: "Sono
contrario al Ponte - dichiara - soprattutto perchè priverà
questa regione della sua storia, della sua identità, dei suoi miti,
dei suoi meravigliosi scenari". E dalla Francia viene Catherine,
che ha "sposato" la causa dell'impegno ambientalista. In serata,
sempre a Capo Peloro, si è tenuto il primo dibattito pubblico sui
problemi tecnici, ambientali e sociali legati alla costruzione del Ponte,
al quale hanno preso parte, tra gli altri, Beatrice Barillaro, Sergio
De Cola, Stefano Lenzi, Domenico Marino, Alberto Ziparo, Ugo Boghetta,
Mauro Milani, Anna Giordano (che nel pomeriggio era stata sentita in audizione
dai componenti della terza commissione consiliare) e Osvaldo Pieroni,
il quale ha svolto la relazione introduttiva. Nel corso del suo intervento,
Pieroni ha fatto il punto della situazione sull'iter del progetto, evidenziandone
gli aspetti più salienti e definendolo "inutile, dannoso,
obsoleto ed insicuro". Il relatore ha, poi, puntato l'indice sulle
conseguenze ambientali, sociali ed economiche prodotte dal Ponte, per
soffermarsi ulteriormente sulla "provvisorietà" del progetto
preliminare e su una serie di aspetti tecnici che, a suo dire, sarebbero
rimasti insoluti. Oggi si replica con i seminari tematici mentre in serata
vi sarà la proiezione di "video in movimento". Il secondo
dibattito pubblico si terrà domani sera, con inizio alle 21, sul
tema "Quale futuro per i territori meridionali?". Altre manifestazioni
si terranno a Villa. Venerdì l'iniziativa "clou" con
il corteo che prenderà il via dalla piazzetta di San Nicola a Ganzirri
(alle 18), si snoderà lungo le strade del villaggio, per arrivare
fino a Capo Peloro.
(mercoledì 30 luglio 2003)
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Lunedì 28 luglio 2003
Comune. Da oggi il dibattito pubblico in 3ª commissione.
Inizia il camping del "Social forum"
Ponte: al via le "audizioni"
Signori, si comincia. Al via oggi le audizioni pubbliche
sul Ponte della 3ª commissione consiliare di Palazzo Zanca: primi
ad essere sentiti saranno, alle 17, i rappresentanti di Legambiente. Poi
toccherà ad altre associazioni, ai sindacati, ai comitati e agli
Ordini professionali. Probabilmente saranno sentiti anche i rappresentanti
del "Messina social forum", che da oggi organizzano a Capo Peloro
il primo campeggio internazionale anti Ponte. Tutti diranno la loro non
tanto sul Ponte in se stesso, quanto sull'impatto ambientale dell'opera
sul territorio comunale e sui rimedi per mitigarlo. All'esame del Consiglio
di Palazzo Zanca c'è la delibera che incorpora una pesante relazione
della ripartizione comunale Urbanistica sulle "interferenze"
del Ponte. Il dirigente Manlio Minutoli sostiene che "l'opera, così
come prevista nel progetto preliminare, non può integrarsi con
il tessuto urbanizzato esistente a meno della contestuale programmazione
e del relativo finanziamento di tutte le opere che consentono un sostenibile
inserimento del manufatto nel territorio comunale". Passato in rassegna
il progetto in tutte le sue interferenze con la città - dalle case
da demolire ai terreni da espropriare, dal pilastro nel bel mezzo della
Laguna di Capo Peloro alla cittadella universitaria dell'Annunziata da
spazzare via, per non parlare delle gallerie sotterranee che smantelleranno
le vie S. Cecilia e Aurelio Saffi e dei camion di servizio che "squarceranno"
la città senza alcuna previsione di una viabilità alternativa,
come invece suggerito dall'Urbanistica - la delibera all'esame del Consiglio
comunale presenta anche una serie di suggerimenti, tutti aspetti che abbiamo
analizzato nelle precedenti 5 "puntate" della nostra inchiesta.
Il Comune, insomma, vuol dire la sua sul Ponte. Tanto che il presidente
del Consiglio, preso atto dello screening dell'Urbanistica, ha già
chiesto al Cipe - tramite la Regione - un rinvio della seduta dell'8 agosto
nel corso della quale è previsto l'esame definitivo del progetto
sul collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. L'obiettivo è
ampliare il dibattito a tutta la città. In questo scenario s'inserisce
l'ultima proposta dell'Urbanistica, inserita alla fine della relazione,
che nella delibera inviata al Consiglio sollecita l'istituzione di un
coordinamento territoriale. "Nella considerazione che la realizzazione
di un'opera di tale rilevanza comporta necessariamente un ridisegno complessivo
del territorio interessato, ricadente pressoché interamente all'interno
del Comune di Messina - scrive Manlio Minutoli - si ritiene necessario
predisporre, a livello comunale, un centro di coordinamento degli interventi
sul territorio. Ritenuto che all'interno della struttura organizzativa
comunale opera l'"Unità di progetto del sistema informativo
territoriale comunale" ("Usitec"), che deve monitorare
e coordinare gli interventi sul territorio, appare necessario prevedere
un potenziamento delle risorse umane, logistiche ed economiche da assegnare
in relazione all'obiettivo, in modo da rendere operativa la struttura
quale riferimento per le ricadute sul territorio degli interventi legati
al Ponte. La stessa struttura - continua Minutoli - interagirà
con gli altri uffici di Enti locali, regionali o sovraregionali preposti
o istituiti per fini analoghi. Si ritiene che il predetto potenziamento
dell'"Usitec" debba rientrare tra le misure compensative previste
finanziariamente a carico dell'opera, unitamente all'aggiornamento cartografico".
Giuseppe Lo Re
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l'impatto ambientale dell'opera
Ieri prime audizioni al Comune
Martedì 29 luglio 2003
Prime audizioni sull'impatto ambientale del Ponte, ieri pomeriggio, nella
3ª commissione consiliare di Palazzo Zanca. L'organismo presieduto
da Roberto Nicolosi (Forza Italia) vuole sentire tutte le posizioni della
società civile non tanto sul progetto del Ponte in sè stesso,
quando sulle conseguenze che cantieri e opera finita apporteranno alla
città. Ieri pomeriggio sono stati sentiti in audizione i rappresentanti
di Rifondazione comunista (Tonino Cafeo), di Legambiente (Daniele Ialacqua),
dell'Arci (Carmen Cordaro) e del "Messina social forum" (Citto
Saija). Tutti hanno ribadito la loro posizione contraria, per motivi di
salvaguardia ambientale, al collegamento stabile. Saltato fuori, durante
la riunione, anche il timore che l'appalto euro-miliardario per il Ponte
possa attirare problematici interessi di natura criminale, che troverebbero
un terreno già "fertilizzato" in Sicilia e Calabria.Oggi,
sempre in terza commissione, sono previste le audizioni dell'Ordine degli
ingegneri, del comitato "La nostra città", del Wwf, di
"Italia Nostra" e dei sindacati di base. Domani il calendario
è dedicato agli Ordini professionali tecnici, ad alcune associazioni
culturali, alla coop "Nuovi Orizzonti" e agli "Amici della
terra". Giovedì, infine, testimone a Cgil, Cisl e Uil.
Intanto, continuano le manifestazioni del primo campeggio internazionale
contro il Ponte, attualmente in corso di svolgimento tra Capo Peloro e
Cannitello, in Calabria. Ieri sera, i manifestanti hanno organizzato una
fiaccolata di protesta sullo Stretto. Le iniziative andranno avanti fino
al 2 agosto.
Nino Scimone
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Le "fiaccole" contro il Ponte
mercoledì 30 luglio 2003
Camping a capo peloro.
Manifestanti in canoa sullo Stretto. Ieri ancora audizioni a Palazzo
Zanca
Ponte, Ponte, fortissimamente Ponte: l'argomento più
gettonato dell'estate continua a tenere banco. Audizioni, dibatti e convegni,
tutti con lo stesso comune denominatore: il Ponte sullo Stretto. Anche
ieri sono stati diversi gli appuntamenti che hanno affrontato il tema.
Nella 3ª commissione consiliare di Palazzo Zanca, presieduta dal
forzista Roberto Nicolosi, sono continuate le audizioni. A sfilare davanti
ai commissari sono stati: Arturo Alonci, presidente dell'Ordine degli
ingegneri; Saro Visicaro, per il comitato "La nostra città";
Anna Giordano e Stefano Lenzi, per il Wwf; Mauro Milano, responsabile
trasporti Sindacati di base e Filippo Sutera, coordinatore del sindacato
Cub/Trasporti. In apertura di seduta, il consigliere Mimmo Bonanno (Margherita)
ha richiesto l'invio delle proposte emerse in audizione a tutti i gruppi
consiliari. Il primo intervento è toccato ad Anna Giordano che
ha sottolineato "l'omissione delle aree protette nelle cartografie
del Ponte".
Il segretario regionale Wwf, che da anni conduce una serrata opposizione
alla mega-struttura, ha sottolineato l'incidenza negativa sull'ambiente
sia del Ponte che dei numerosi cantieri. Un pilastro che ricade proprio
sulla falda di Capo Peloro e ben 11 aree protette e due di protezione
speciale "toccate" dai cantieri, che sfornerebbero ben 2mila
176 viaggi di articolati al giorno. Negativo anche il parere espresso
dai responsabili del sindacato di base. "Una grande opera faraonica,
che avrebbe più lati negativi che positivi".
Centrata più sull'aspetto tecnico, invece, l'intervento di Arturo
Alonci. Le problematiche connesse agli impatti del tracciato viario, ferroviario,
delle aree di cantiere, dei siti di deposito del materiale di risulta,
delle cave di prelevamento e dei relativi percorsi di servizio, sono gli
argomenti evidenziati in negativo dal comitato "La nostra città".
Visicaro ha anche definito "allarmante la mancata copertura finanziaria
e progettuale di tutte le opere connesse".
Anche l'Ordine degli architetti, con una nota, si inserisce nel dibattito
voluto dal Consiglio comunale. Il presidente Dario La Fauci, nel documento
diramato ieri, afferma che "poiché un giudizio tecnico di
merito della nostra categoria presuppone l'assunzione di una forte responsabilità,
sia sotto il profilo tecnico che sociale in merito al futuro assetto della
città, si ritiene urgente, preliminarmente all'audizione in Consiglio,
conoscere gli elaborati progettuali nonché acquisire copia della
proposta di delibera". La Fauci propone anche che venga allestito
uno stand, alla prossima Fiera campionaria, per mostrare il progetto preliminare
e la valutazione di impatto ambientale.
Sempre in "tema Ponte", si è aperto ieri il "Campeggio
internazionale contro il Ponte", organizzato dal "Messina social
forum", che si protrarrà fino al prossimo 2 agosto. Nell'area
ex "Sea Flight" si sono dati appuntamento diverse decine di
giovani provenienti da numerose città italiane; l'altro ieri sera
i giovani hanno dato vita ad una fiaccolata in canoa sullo Stretto, contro
la realizzazione del Ponte. Diverse le iniziative in programma nell'ambito
del campeggio in riva allo Stretto. Oggi con inizio alle 10, presso il
parco "Horcynus Orca", si svolgerà un seminario sul tema:
"Ponte tra popoli, Mediterraneo, immigrazione, cooperazione".
Alle 21 si svolgerà un'iniziativa pubblica sul tema: "Quale
futuro per i territori meridionali"; alle 22,30, infine, verrà
proiettato il video: "In movimento".
Nino Sciamone
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mercoledì 30 luglio 2003
Stretto di Messina, un'estate di nomadismo politico all'ombra del Ponte
che non c'è
Movimento tra Scilla e Cariddi
Messina - Villa San Giovanni
Tra Scilla e Cariddi il mare cambia di colore e temperatura. A Capo Faro,
punta estrema della Sicilia, svetta un pilone bianco e rosso che ricorda
una torre Eiffel in miniatura. I cavi dell'elettricità che una
volta trasportavano la corrente non ci sono più da anni sostituiti
dai condotti sottomarini, ma distruggere i piloni costa più che
tenerli in piedi e poi ormai fanno parte del paesaggio abituale. Ma Capo
Faro è anche zona protetta dalla comunità europea, l'impatto
ambientale che porterebbe la costruzione del mitico ponte sarebbe devastante,
polveri e il micidiale effetto ombra che distruggerebbero il patrimonio
ittico. Il ponte dovrebbe sorgere poco lontano, ma se partiranno i lavori,
spariranno interi quartieri compresi il cimitero, la pesca e i pescatori.
Concetti semplici che, tra Scilla e Cariddi, cominciano a essere veicolati
con maggiore intensità di quanto appaia. Pochi si illudono e credono
alle mirabolanti promesse di sviluppo cantate dal duo "Lunardi-Berlusconi".
Sembrano piene di buon senso molto più le parole di un vero cantastorie,
Fortunato Sindoni, che, in un immaginario dialogo tra un potente e un
pescatore ha illustrato con parole semplici e immediate le ragioni reali
dell'affare del secolo, di fronte a una platea gremita. La platea era
quella del movimento che ha fatto dell'estate in corso, una stagione intensa
di nomadismo politico e militante. Due campeggi: uno a Messina l'altro
a Villa San Giovanni per dire "no" alle inutili e dannose opere
faraoniche ma insieme per immaginare un Mediterraneo diverso. A Villa
San Giovanni (località Cannitello) le presenze avevano già
da ieri superato le più rosee aspettative. Il campeggio è
stato realizzato nei pressi di una scuola a cento metri dal mare. Maurizio
- del coordinamento calabrese contro il ponte - racconta di essere rimasto
favorevolmente colpito anche dalla risposta degli abitanti del paese:
"Si sono fermati alle nostre assemblee, ci hanno ascoltato con interesse,
hanno vissuto la nostra presenza e quella dei tanti giunti da tutti Italia
e non solo come un segnale di solidarietà". Le iniziative
partite il 28 luglio e che proseguiranno fino al 2 agosto, si sono altalenate
e si alterneranno in continuazione. Ieri a Messina, presso il parco Letterario
Horcyuns Orca, è iniziato un seminario molto partecipato dal titolo
"Ponte tra i popoli, Mediterraneo, immigrazione, e cooperazione".
Si sono incontrate esperienze ormai consolidate dell'antirazzismo italiano
ed interventi dal Kurdistan e dalla Palestina. Un'idea di Mediterraneo
come mare di pace e di incontro tra popoli e culture, che si è
trasmessa in maniera toccante anche attraverso testimonianze concrete
come quella di Franco Nascimbeni, missionario comboniano che a giugno
si era incatenato al palazzo della questura di Caserta per protestare
contro gli effetti della legge Bossi-Fini e che da anni cerca di aiutare
le ragazze costrette alla prostituzione nell'area di Castelvolturno. Messina
ha privilegiato gli aspetti seminariali con dibattiti su progetto locale
e alternative produttive o sul futuro dei territori meridionali, mentre
a Villa San Giovanni si è dato più spazio ai momenti assembleari.
Comune è l'intenzione di inquadrare questi momenti come punti di
partenza. Iniziative in tal senso sono in programma già nei prossimi
mesi: nello spirito non sopito del lavoro dei forum si sta preparando
Mediterracqua, un forum sociale da tenere probabilmente a Catania, incentrato
sulla necessità di pensare ad un'alternativa per ridefinire la
distribuzione delle risorse idriche nel Mediterraneo. Si preparano poi
a breve termine manifestazioni di vario genere: per domani alle 18.00
è previsto un presidio davanti al carcere di Messina per
reclamare la libertà del compagno messinese Jimmy Puglisi
arrestato per i fatti di Genova. Il primo agosto a Messina e il 2 a Villa
San Giovanni si terranno invece vere e proprie manifestazioni di piazza
per riaffermare il no al ponte. Come ha precisato Ugo Boghetta responsabile
Trasporti del Prc: "La prospettiva deve essere quella di cambiare
la finanziaria per quanto riguarda le grandi opere, ma altrettanto importante
è l'appuntamento di Verona per il 24 ottobre del consiglio europeo
dei ministri dei Trasporti, contro cui si mobiliteranno i comitati veneti
antitav".
Stefano Galieni
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